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Simonov SKS originali Russi 7,62x39

Carabina Simonov modello SKS calibro 7,62x39 - Perfette condizioni  - ricondizionate in arsenale prima dello stoccaggio - produzione federazione russa anno 1954 - provenienza Arsenali Militari - brunitura, meccanica, canna e calciatura originali,monomatricola. Caricatore ridotto a 5 colpi.

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SKS 001

330,00 €

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L’SKS deve la sua nascita al progettista sovietico Sergei Gavrilovich Simonov nato nel 1894,  impiegato all’arsenale di Tula dal 1924 e responsabile del reparto progetto e sviluppo dal 1927. L’esercito sovietico aveva necessità di dotarsi di una arma semiautomatica leggera per fronteggiare adeguatamente i continui sviluppi in ambito di armi d’assalto come lo spaventoso MP44 approntato dai tedeschi. Nel 1935 lo stato maggiore russo aveva indetto una gara risolutiva per la realizzazione del nuovo fucile destinato a sostituire l’obsoleto Mosin Nagant per la fanteria ed i reparti di prima linea. Per ragioni logistiche ed economiche Il calibro doveva essere lo stesso 7,62 x 54R d’ordinanza prodotto in grandissime quantità e molto apprezzato dallo stato maggiore.

 Simonov partecipò alla selezione ed il suo progetto fu accettato con la denominazione "Avtomaticheskaya Vintovka Sistemi Obrazets 1936" (Fucile Semiautomatico Simonov modello 1936) o AVS-36.

L'AVS-36 era stato progettato per montare un caricatore intercambiabile da 15 colpi, ma il fucile durante i test manifestò parecchi inconvenienti specialmente se usato a lungo in modalità raffica. Inoltre, probabilmente a causa della eccessiva potenza della munizione 7,62x54, furono riscontrati alcuni problemi di "fatica del metallo". 

Fu allora che Feodor Vasilevich Tokarev presentò il progetto dell'SVT-38, che utilizzava un caricatore da 10 colpi. In effetti l'SVT-38 aveva meno problemi di funzionamento dell'AVS-36, e soprattutto Tokarev godeva, contrariamente a Simonov, dell'appoggio del governo e l'SVT-38 fu preferito all'AVS-36 per la produzione militare, fino alla sostituzione con l'SVT-40.

Durante la II GM Simonov non restò a guardare, e progettò il fucile anticarro PTRS, un ottimo "fucile pesante" in calibro 14,5x114 mm., e lavorò anche su un mitragliatore  basato sulla munizione 7,62x25 Tokarev. Dalla evoluzione del PTRS, unito alla munizione "corta" era stata tracciata la via per la nascita dell'SKS.

Nel 1943 i sovietici avevano sviluppato la munizione 7,62x39, ed il fucile semiautomatico SKS utilizzava questa munizione. L'arma fu sperimentata in "prove di tiro sul campo" in Bielorussia nel 1944 e dopo qualche perplessità fu ufficialmente adottata con la denominazione "7.62 Samozaryadnyi Karabin Sisyemi Simonova Obrazets 1945g" (Carabina Semiautomatica Simonov modello 1945 calibro 7,62), o SKS-45, e fu scelta in sostituzione del Tokarev SVT-40.

La produzione in grande serie iniziò nel 1949 all'Arsenale di Tula, e proseguì (in URSS) fino al 1955.

Le principali carenze dell'SKS erano l'assenza della modalità full-auto e di un caricatore amovibile, era comunque un fucile corto, maneggevole, e piuttosto preciso, la baionetta inizialmente prodotta con profilo a chiodo tipo quella del  Nagant fu poi sostituita da quella a lama. L’alimentazione del caricatore fu velocizzata mediante l’uso di lastrine ( stripper clips da 10 colpi ) ma la corsa al perfezionamento di armi competitive con il blocco occidentale era iniziata.

Infatti fu per l'eliminazione di queste carenze che Michail Timofeyevich Kalashnikov progettò, ispirandosi fortemente all'SKS-45, il suo "Avtomat Kalishnikova Obrazets 1947" o AK-47.

Nel 1953 l'SKS-45 fu sostituito, come arma standard dell'Armata Rossa, dall'AK-47.

Anche dopo essere stato rimpiazzata dall'AK-47, la carabina SKS continuò ad essere prodotta per due anni e fu adottata da numerosi Paesi del Blocco Comunista, che in molti casi cominciarono a produrla autonomamente, come la DDR (denominata Karabiner-S), il Nord Corea (denominata Carabina Tipo 63), la Jugoslavia (fucile M59/66) e la Repubblica Popolare Cinese (denominata Carabina tipo 56).

Numerose altre nazioni adottarono la carabina SKS senza avere il permesso di produrla, come Afghanistan, Albania, Congo, Indonesia, Iraq, Laos, Forze Paramilitari Libanesi, Mongolia, Marocco, Egitto, Vietnam, Yemen ed altri.

In particolare la Repubblica Popolare Cinese non si è limitata a produrre l'SKS con la denominazione di Carabina Tipo 56, ma ha sviluppato un derivato dotato di funzionalità full-auto, denominata Tipo 68/72, che è facilmente identificabile dalla leva del selettore di raffica. Per la cronaca, negli anni 80 i cinesi stavano ancora sperimentando nuove variazioni dell'SKS. 

Oggi è uno dei fucili "stranieri" più diffusi in USA, ed i cinesi ancora lo producono per il mercato civile.

Viene spontaneo chiedersi quali siano le ragioni che hanno decretato il successo di quest'arma e si scopre che il segreto sta nella estrema versatilità e nella facilità di "customizzazione". In USA ci sono decine di siti che vendono accessori aftermarket per l'SKS, si va dai calci "da caccia" in materiale polimerico, ai receiver dotati di slitta weaver per l'attacco dell'ottica, ai freni di bocca  che lo rendono estremamente accattivante, maneggevole ed efficace quindi molto apprezzato anche per usi venatori.

 

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